Terme di San Leo

Proseguendo lungo il  cardo maximus, sulla destra dell’antica strada romana, scorgiamo dall’alto un muro perimetrale in opera mista (reticolato, laterizio e blocchetti rettangolari di tufo) di un probabile edificio termale. Tale struttura muraria, che in passato era completato nella parte superiore da finestroni, nicchie e pilastri, e altri tratti angolari conservati sembrano ricostruire la pianta di un ambiente absidato. Si è ipotizzata una natura termale per la presenza di tubuli di terracotta che attraversano verticalmente le murature mentre cavità cilindriche orizzontali dovevano costituire le vie di fuoriuscita dei prodotti di combustione dopo il loro passaggio negli ipocausta (piano sottostante la pavimentazione utile per il riscaldamento di un ambiente adibito a bagno caldo). E’ probabile che tale settore murario doveva essere pertinente ad un ambiente riscaldato dell’edificio (il calidarium). In base all’analisi della tecnica costruttiva impiegata, le strutture murarie si possono datare nella prima metà del I secolo d.C.